Flash Quotes - Concorso Completo

Hanno detto...

Flash Quotes - Concorso Completo

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SALTO OSTACOLI - Day 4

 

Yasmin Ingham/Banzai du Loir: «Sono scesa in campo e ho cercato di estraniarmi completamente. Sicuramente ero molto sotto pressione e mi ero concentrata sulla medaglia d’argento. Sono molto felice che il mio cavallo sia sceso in campo e abbia fatto veramente del suo meglio. Probabilmente non è stato il suo miglior percorso ma mi ha assecondato dall’inizio alla fine».

 

Michael Jung/fischerChipmunk FRH: «Vincere e perdere nella stessa circostanza lascia una strana sensazione ad essere onesto. Ma sono comunque molto contento. È stata una grande giornata e il mio cavallo è stato speciale sul salto. Era in super forma. Tutti abbiamo espresso un’ottima forma. Ci tengo a ringraziare tutti coloro che lavorano dietro le quinte e ci hanno aiutato a essere qui e ottenere una buona performance. L’oro di squadra è sicuramente una grandissima soddisfazione».

 

Sandra Auffarth/Viamant du Matz: «È stato uno spettacolo sportivo accattivante, con tanti colpi di scena. Personalmente non ho messo a segno il mio miglior percorso. Dispongo di un saltatore eccellente ma oggi non era particolarmente concentrato e forse ha accusato l’atmosfera.  Siamo comunque molto felici che alla fine ce l’abbiamo fatta».

 

Julia Krajewski/Amande de B’Neville: «La cavalla ha saltato benissimo. Il mio obiettivo era chiudere la gara sul solo punteggio del dressage e sapevo che il netto era alla nostra portata. Ma il percorso era davvero impegnativo e bisognava davvero essere insieme al cavallo per portarlo a termine bene».

 

Boyd Martin/Tsetserleg TSF: «Cinque percorsi netti in cross sono stati un incredibile successo. Ho fatto parte di molte squadre in altrettanti campionati... Sempre a un soffio dalla meta. Ma questa volta è stato un gran successo».

 

Tamra Smith/Mai Baum: «Siamo venuti qui per fare del nostro meglio e sapevamo di entrare, potenzialmente, in zona medaglia. Ciò nonostante siamo piacevolmente sorpresi. Guardando i risultati, siamo a meno di 0,4 dal terzo posto. Un indizio chiaro sulla qualità del campo partenti. Sono onorata di essere qui».

 

Tim Price/Falco: «Andrew Nicholson è venuto da noi e ci ha detto ‘ben fatto ragazzi. Era ora. Avete aspettato abbastanza!’ Abbiamo avuto una settimana superlativa, di grande consistenza e che finale! Abbiamo avuto fiducia in lui (Falco, ndr) dall’inizio. È sempre stato un buon salatore, ma in salto ostacoli ha davvero tirato fuori tutto il suo talento. Abbiamo lavorato duramente per questo obiettivo. È stata una di quelle occasioni in cui sentirsi il team dietro ha davvero fatto la differenza».

 

CROSS-COUNTRY - Day 3

 

Austin O' Connor/Colarado Blue (IRL): «È stato un percorso diverso da qualsiasi io abbia mai fatto, per terreno e per la dimensione ridotta degli ostacoli. È stata un po’ un’esperienza nuova ma molto intensa e ci siamo davvero divertiti.» (0,8 penalità per il tempo)

 

Karin Donkers/Fletcha Van t'Verahof (BEL): «È stato un percorso bellissimo questo dei Pratoni e sono molto felice di aver portato Flectha. In 30 anni di carriera non è la prima volta che vengo fermata sul percorso. Sono stata fermata 15 minuti (per la caduta di Touzain) dopo il 9 AB che era seguito da una combinazione piuttosto seria. Ma gli organizzatori avevano approntato un piccolo salto di prova all’ombra ed è stato provvidenziale» (11,2 penalità sul tempo)

 

Tim Price/Falco (NZL): «È un salatore dell’ultimo momento... ma ha imparato il mestiere... A un certo punto della sua carriera ho pensato che non sarebbe andato oltre le Novice ma si è impegnato davvero molto. Credo che sia abbastanza impressionante aver chiuso un secondo sotto al tempo. E poi Boyd, che era a pari-merito con me dopo il dressage ha fatto la stessa cosa...» (nel tempo)

 

Boyd Martin/Tsetserleg TSF (USA): «Mi piacerebbe poter dire che ho fatto un tempo perfetto [finendo esattamente nel tempo ottimale], ma in realtà è stato un sollievo. Questo percorso non è adatto al mio cavallo, che preferisce i grandi 5*, ma lui ci prova e ci riprova. È una leggenda. All'inizio pensavo che fosse un pony peloso e l'avevo preso per farlo cavalcare ai bambini, ma un cavallo che ci prova è tutto ciò che serve». (nel tempo)

 

Oliver Townend/Ballaghmore Class (GBR): «Fare bene su un palcoscenico mondiale è qualcosa che regala sempre belle sensazioni. È stata una prova diversa dalle solite e molto onesta. Magari poco gradita a quei cavalli che preferiscono i classici tracciati dei vecchi 5 stelle. Qui le distanze non erano graditissime al mio cavallo ma è stato molto volenteroso e ha cercato di tenersi sempre tra le bandierine. Ha perso un ferro sul 7, il che indica il grado di onestà del cavallo». (nel tempo)

 

Andrew Hoy/Vassily de Lassos (AUS): «Oggi non era giornata. E questo insegna che i cavalli non sono macchine. Il cavallo è stato magnifico ad accezione di quei due salti che ci sono costati tantissimo». (20 penalità al 7 e al 24)

 

Padraig McCarthy/Falulah (IRL): «La cavalla è stata davvero incredibile. Non credevo che sarebbe rimasta visino al tempo perché proviene da una linea di dressage. Sono incredibilmente fiero. È una cavalla coraggiosa» (2,8 penalità sul tempo)

 

Julia Krajewski/Amande de B'Neville (GER): «Ero molto fiduciosa perché la cavalla è molto in forma e lo ha dimostrato dall’inizio alla fine. È un percorso tortuoso ma quello di Tokyo per me è stato più stressante. Qui c’era spazio tra un ostacolo e il successivo per fare qualche coccola al cavallo. È un buon percorso perché lascia qualche possibilità di arrivare in fondo anche a cavalli non espertissimi» (nel tempo)

 

Gaspard Maksud/Zaragoza (FRA): «È stato un gran lavoro. La cavalla ha tanta classe per rimanere nel tempo ma ha 9 anni. Indipendentemente da chi è in sella, un cavallo deve essere speciale per riuscire in questa impresa».

 

Holly Jacks/Candy King (CAN): «È la mia prima volta in squadra, quindi volevo prendermi tutto il tempo per fare bene. È incredibile aver avuto un tifo così. Tutti aiutano e c’è una grande squadra al lavoro».

 

Robin Godel/Grandeur de Lully CH (SUI): «La qualifica olimpica (per i primi sette team) era nei miei pensieri. Ho cercato di essere più veloce ma era anche importante lasciar respirare il cavallo. E così ho perso qualche secondo» (7,2 penalità sul tempo)

 

Jonelle Price/McClaren (NZL): «Ho avuto delle penalità sul tempo ma un giro netto, che è poi ciò che aveva ordinato il dottore! Mi sono ritrovato improvvisamente la pressione addosso (dopo una fermata di Clarke Johnston). Fino a 6-7 minuti dalla fine ero abbastanza veloce ma poi il cavallo ha accusato stanchezza verso la fine» (6 penalità per il tempo)

 

Tamra Smith/Mai Baum (USA): «È un percorso duro per un 5 stelle perché i salti sono su un tracciato tortuoso ma il mio cavallo è un eccellente saltatore. Però ho dovuto tenerlo un po' a bada: non volevo proprio che facesse sei tempi giù per lo scivolo e mi sono detto "Waaah!". Quando ho guardato i vecchi filmati dei Pratoni ho pensato che non avrebbero avuto quell’ostacolo. Poi, quando ho scoperto che era qui, il mio cuore ha iniziato a battere forte. È fantastico avere Ian Stark come allenatore della nostra squadra; ci ha insegnato molto sulla velocità».

 

Kevin McNab/Scuderia 1918 Don Quidam (AUS): «Mi si è rotta una redine tra l’eleneto A e B e mi sono dovuto abbassare per prenderla. Non vi dico quali parole mi sono passate per la testa! Quando si è rotta ero in anticipo di un paio di secondi sul tempo. Ho impiegato un minuto per riparare le redini e ho finito con un minuto di ritardo. È così frustrante e sfortunato per il cavallo perché è andato benissimo». [44,8 penalità di tempo]

 

Tom McEwen/Toledo de Kerser (GBR): «Avrei preferito essere a Burghley! Il mio cavallo era molto eccitato e mi ci sono voluti circa cinque minuti per sistemarlo. È stato il tipico Toledo, con gambe dappertutto. Di solito è un piacere cavalcarlo, ma oggi il piacere era finire il percorso. Le distanze sul percorso erano corte e lui è un cavallo che copre molto.. Gli organizzatori hanno comunque fatto un lavoro fantastico sul percorso». [4,8 penalità di tempo].

 

Sandra Auffarth/Viament du Matz (GER): «È stato il giro perfetto sul cavallo perfetto. È stato super dall’inizio alla fine. Ho avuto un’ottima sensazione fin dal principio e non c’è stato un singolo ostacolo che mi abbia preoccupata. Come sempre il mio cavallo ha fatto le vie dirette. Non ho mai avuto un cavallo così. Se fosse un umano sarebbe un discesista» (nel tempo).

 

Lauren Nicholson/Vermiculus (USA): «È stato super. Questa è circa la nostra nona competizione di questo livello e mi conosce molto bene. La questione è stata lavorare per fare il tempo – gli ostacoli non sono un problema –. Ha una falcata lunga e sono molto felice di aver fatto bene per la squadra. C’è una linea sottile che separa il concetto di montare per la squadra e rischiare un po’ di più. Ian Stark (team manager) è stato magnifico. Non mi ha dato nessuna frasetta motivazionale (che tra parentesi io detesto in questa fase della competizione). Ha solo detto: ‘fai i fatti’» (5,6 penalità sul tempo)

 

Hazel Shannon/Willingapark Clifford (AUS): «È stato magnifico. Il mio cavallo è un saltatore eccellente e anche un vero combattente. Non abbiamo avuto momenti difficili sul percorso. Ho montato seguendo la strategia della squadra e sulla base delle preziose informazioni di Shane Rose (che aveva già finito il cross). Tutto ha funzionato bene e sono molto felice. Un cross netto al mio esordio Mondiale!». (11,2 penalità sul tempo)

 

Laura Collett/London 52 (GBR): «Sono veramente disperata e ora c sarà tutta la pressione sui ragazzi (Tom McEwen and Oliver Townend). London 52 era troppo esuberante. Ha fatto un salto eccessivo (allo Scivolo) e ho cercato di angolare per ottenere il terzo tempo sull’ultimo elemento della combinazione. Ma non ci sono riuscita. Il cavallo era  molto in avanti, e anche nelle combinazioni più semplici ho dovuto prepararlo per bene. Sento di aver deluso la squadra». (20 penalità al n. 7)

 

Dana Cooke/Mississippi (CAN): «Sono arrivata troppo vicina al n. 7 e la stessa cosa è accaduta all’acqua, mentre avevo le redini lunghe, ma la cavalla è stata speciale e non posso che dirmi soddisfatta». (21,2 penalità sul tempo)

 

Christoph Wahler/Carjatan S (GER): «Volevo essere veloce ma anche mettere a segno il netto per la squadra. Gli angoli sulla collina sono incredibilmente cavalcabili e i cavalli li affrontano aggiustando la falcata da soli» (9,6 pen.)

 

Sam Watson/Talisman SAP (IRL): «A me e al mio cavallo – che è molto agile -  sono piaciuti molto i dislivelli. Abbiamo visto cavalli produrre dei rettangoli superbi ma dobbiamo spingere anche per il livello del cross. Spero che i giovani che guardano questa gara capiscano quanto sia divertente... Soprattutto su un cavallo come il mio. Credetemi: è stato divertente» (2,4 pen. tempo)

 

Astier Nicolas/Alertamalib'or (FRA): «Ho dovuto fare una scelta allo Scivolo e purtroppo si è dimostrata quella sbagliata. Ho perso un po’ il controllo. È stata tutta colpa mia. Ma a parte quello è stat una prova di gran classe».  (20 penalità per rifiuto (7) e 11 per ostacolo frangibile (18))

 

Senne Vervaecke/Google van Alsingen (BEL): «Sono molto felice. È stato un po’ come salire sulle montagne russe. Ho un cavallo molto in forma e ho dovuto tenerlo un po’ per assicurare un ritorno a casa sicuro. È un cavallo onestissimo. Gli ho detto: ‘non preoccuparti, so dove sono le bandierine...» (10,8 penalità per il tempo)

 

Esteban Benitez Valle/Nukaba 23 (ESP): «Il percorso è stato molto meglio a cavallo che non a piedi. Tutte le distanze sono venute comode» (14,4 penalità sul tempo)

 

Monica Spencer/Artist (NZL): «Ho montato come in un Campionato del Mondo! Era un percorso da montare bene ed ero messa bene con il tempo. Quindi l’ho lasciato scorrere. È complesso partire per primi. I miei compagni di squadra ora devono solo mantenere i propri punti». (4,4 penalità di tempo)

 

Will Coleman/Off the Record (USA): «Il mio cavallo ha fatto il compito agevolmente. È un vero combattente e mi ha fatto piacere cogliere la sua tempra lungo il tracciato. È molto in forma» (0,8 penalità sul tempo)

 

Ros Canter/Lordships Gruffalo (GBR): «Non potrei essere più fiera di ‘Walter’. È giovane e poco esperto ma quando serve sa concentrarsi. Dopo Badminton ero abbastanza fiduciosa in quanto ha già fatto esperienza su un terreno in dislivello come questo dei Pratoni. Le distanze sono venute come quando ho fatto la ricognizione a piedi e sicuramente avere un cavallo affidabile aiuta. Ho sentito la pressione di partire per prima per la squadra e sono stata felice di aver portato a termine la gara». (primo binomio nel tempo)

 

Yasmin Ingham/Banzai du Loir (GBR): «Il cavallo è fantastico. Ha lavorato benissimo e anche il terreno è stato eccellente. Sono felicissima di aver avuto Banzai sotto la mia sella. Lui si sente a casa sulle colline. Dopo la prima acqua, ci siamo ricevuti un po’ troppo meno pulita di quanto avrei voluto e forse proprio lì abbiamo perso qualche secondo». (1,2 penalità sul tempo)

 

 

DRESSAGE - Day 2 / Part 3-4

 

Giovanni Ugolotti/Duke of Champions: «Sono il meglio piazzato in classifica tra gli italiani e quindi sono molto soddisfatto della mia prestazione, specie considerando che ho Duke of Champions solo da un anno. Ho buttato via qualche punto in alcuni movimenti, ma è un cavallo che sta progredendo molto. A squadre siamo a tiro delle posizioni che valgono la qualificazione olimpica, con il cross country di domani la classifica verrà stravolta completamente. È un percorso molto tecnico, bisogna essere pronti a reagire alle situazioni di disagio che verranno a crearsi, specie sui dislivelli». (pn. 27,7)

 

Tim Price/Falco (NZL): «Sono molto contento di Falco e credo sia alla giusta maturazione della sua carriera a questo punto. L’anno scorso a Pau (dove vinse), aveva anticipato le manovre, seppur nella maniera migliore» (pn 26,2)

 

Boyd Martin/Tsetserleg (USA): «Questo cavallino è un vero guerriero. Sì, il team degli Stati Uniti è in buona posizione dopo il dressage ma non significa nulla! Mi è capitato di essere in posizioni anche migliori di classifica e poi è andato tutto storto. Quello dei Pratoni è un vero percorso di cross mondiale ma il mio cavallo è un veterano e ha saltato tracciati più grossi, peggiori e migliori di così» (pn. 26,2)

 

Oliver Townend/Ballaghmor Class (GBR): «Mi è particolarmente piaciuto il lavoro al canter e ho avuto la sensazione di poter respirare e montare. Rispetto al cross sono più elettrizzato che preoccupato. Io e il cavallo ci conosciamo alla perfezione ed è una monta piacevolissima. Spero solo che lavori per me così come io lavorerò per lui. Ha una personalità complessa ma sempre meravigliosa sotto ogni aspetto ed è in ottima condizione». (pn 24,3)

 

Andrew Hoy/Vassily de Lassos (AUS): «Credo che il lavoro al trotto di Vassily sia il migliore che abbia mai fatto. Rispetto a Tokyo è un cavallo più forte (là avevano vinto l’argento a squadre e il bronzo individuale). Abbiamo fatto un lento lavoro di consolidamento che ha dato i suoi frutti. È un vero atleta. Credo che il percorso di cross sia davvero da mondiale. C’è una parte, circa a metà, dove non andrò troppo veloce perché è contro-pendenza» (pn 28,1)

 

Alex Hua-Tian (CHN, individuale): «Sono molto fiero di Don Geniro che ha la tendenza a scaldarsi ed essere ‘frizzante’ con il progredire della stagione. Accusa anche un po’ il viaggio, che abbiamo quindi spezzato. Ciò significa che non sono stato in grado di lavorare con lui con d’abitudine. Tuttavia sono contento di come è andata. Il ‘piano A’ erano gli Asian Games ma sono slittati e quindi siamo venuti (da 'turisti') qui a maggio per dare un’occhiata. Due cose che il cavallo non gradisce sono le colline e il caldo, quindi domani sarà una gara ‘accademica’ in termini di competitività. Potrebbe essere la sua ultima gara grossa ma... vedremo» (pn. 23,7)

 

Michael Jung/FischerChipmunk FRH (GER): «Devo dire che sono davvero fiero del cavallo. È super essere qui a competere a questi livelli con un altro cavallo eccezionale. È stato rilassatissimo, ma concentrato e con molta energia. Il cross ha dei bei salti ma un po’ tortuoso e sarà difficile impostare un buon ritmo. Ma questo cavallo è top in tutte e tre le specialità,,.» (pn. 18,8)

 

Austin O'Connor /Colarado Blue (IRL): «Naturalmente avrei voluto tenermi sotto al 30... ma sarà ugualmente contento se riuscirò a mantenermi intorno agli stessi valori di oggi. È un onore partecipare al mio primo Campionato del mondo». (pn. 32,2)

 

Jonelle Price/McLaren (NZL): «Questo è il miglior risultato ottenuto da McLaren, il che è tutto dire visto che ha 15 anni e più di un viaggetto all’attivo.  È stato montato da un giovane cavaliere e prima che passasse sotto al sella di Mark Todd (nel Campionato del 2018). È una magnifico saltatore, deve sempre rivendicare la propria personalità e pensa di essere il migliore. Credo che il cronometro giocherà un grosso ruolo nel cross country soprattutto in un campo partenti di questo livello» (pn. 26,1)

 

Tamra Smith/Mai Baum (USA): «Ha un po esagerato all’inizio ma sono molto fiera del cavallo. Del resto un bel 24,0 non può che rendere felici. Credo che nel cross sarà a suo agio – i cavalli devono essere veloci ma anche maneggevoli e lui possiede entrambe queste doti. Oltre a essere sveglio e coraggioso. Il viaggio a Tokyo (come riserva) mi ha fatto guadagnare esperienza ma qui è un’altra cosa. È l’obiettivo di una vita e perseguirlo con un cavallo così è speciale. È il migliore del mondo» (pn. 24,0)

 

Tom McEwen/Toledo de Kerser (GBR): «Credo che non sia stata la nostra ripresa migliore (dopo l’errore iniziale con la rottura al canter) e io probabilmente non ho messo abbastanza gamba per l’ingresso in rettangolo e ha dovuto agire in recupero. Ma dopo ciò siamo stati in grado di produrre un buon test. Il lavoro al canter è stato ottimo. Toledo non ama il fondo dei rettangoli, quindi attendo con ansia le altre due prove sull’erba. Non vorrei montare nessun altro cavallo». (pn. 25,6)

 

Kevin McNab/Scuderia 1918 Don Quidam (AUS): «Il cavalo mi ha dato una magnifica sensazione ed è cresciuto. È il nostro miglior risultato a 5 stelle. Non abbiamo avuto una preparazione ottimanle come per Tokyo (dove l’Australia ha vinto l’argento), ma questo cavallo ha abbastanza strada nelle gambe da conoscere perfettamente il proprio lavoro. Ha un caratterino... Il cross è abbastanza impegnativo, soprattutto sui dislivelli». (pn. 25,7)

 

Carlos Parro/Goliath (BRA): «Ho montato ai Pratoni nel 1998 e il luogo mi sembra ancora famigliare. Siamo la stessa squadra di allora e ci conosciamo molto bene. Marcello (Tosi) e io siamo cresciuti come fratelli e veniamo dalla stessa zona del Brasile. Anche Ruy (Fonseca) non viene da tanto più lontano» (pn 32,8)

 

Alina Dibowski/Barbados 26 (GER, individual): '«È emozionante essere al mio primo Mondiale da senior ma è anche elettrizzante. Mio padre (Andreas, già membro della squadra tedesca) mi fa da groom. Mi ha suggerito di montare come al solito, come se fossimo a casa» (pn 30,6)

 

Susanna Bordone/Imperial van de Holtakkers: «Se penso che la caduta di Avenches risale ad appena 68 giorni fa, con cinque fratture al bacino, due alle costole e una a una clavicola… Il primo obiettivo era solo tornare a camminare. E invece eccomi qui, grazie al prezioso lavoro del mio team, che ha tenuto Imperial in piena efficienza, e grazie alla mia tenacia. Il dressage non è la specialità più adatta al mio cavallo, ma Laura Conz l’ha preparato al meglio e il feeling con Imperial ha fatto il resto. Sono quindi soddisfattissima per questo punteggio di 30,1»

 

Lara de Liedekerke-Meier/Hermione d'Arville (BEL): «Mi sono lasciata sfuggire qualche punto ma del resto sto montando una cavalla di 9 anni (è la più giovane del Campionato), al suo esordio in un 5 stelle. Il mio compito principale è aiutare la squadra a qualificarsi per Parigi 2024. Si tratta di una cavalla allevata ‘in casa’ e la conosco come le mie tasche. L’ho amata dal primo istante...» (pn. 31,6)

 

Robin Godel/Grandeur de Lully CH (SUI): «È stato il test che mi auguravo, con un buon ritmo. Quando abbiamo fatto la ‘familiarisation’ con il rettangolo, il cavallo guardava un po’ in giro. Ma dà sempre il meglio e abbiamo piena fiducia reciproca. Possiamo dirci soddisfatti del punteggio del dressage perché sappiamo che sarà difficile rimanere nel tempo sul cross. È un bel percorso ma ci sono i dislivelli e Andrew (Nicholson, il trainer) si è raccomandato di non spingere troppo all’inizio». (pn. 26,8)

 

Shenae Lowings/Bold Venture (AUS, individuale): «Ci sono state un paio di piccole imprecisioni sulla prima figura, un peccato, ma a prescindere da questo sono contento. Il mio cavallo non è un tipico Purosangue e va spinto un po’. L’ho comprato dopo la carriera in pista nel 2016 e sta diventando un cavallo da completo sempre migliore. C’è una magnifica atmosfera ai Pratoni. È il mio primo Campionato e la mia prima trasferta fuori dall’Australia. La mia squadra è fantastica e sto imparando davvero molto da questa esperienza» (pn. 26,3)

 

Ariel Grald/Leamore Master Plan (USA, individuale): «Ogni tanto devo fare una pausa e ricordarmi di respirare... Sto cercando di guardarmi intorno e catturare ogni singolo attimo: è il mio primo Campionato e non voglio perdermi neppure un secondo di quello che sto vivendo. Sono fiera di essere qui a rappresentare gli Stati Uniti» (pn. 32,5)

 

Amanda Pottinger/Just Kidding (NZL individuale): «Sono un po’ delusa dal mio punteggio ma il dressage è soggettivo. Nello stesso tempo so che avrei potuto fare meglio. Non si sa mai come un evento di questo tipo possa influenzare un cavallo. Ma il percorso di cross è bello e già domattina nessuno starà più parlando del dressage» (pn. 31,2)

 

Julia Krajewski/Amande de B'Neville (GER): «Il rettangolo non è la nostra pietanza preferita ma la cavalla ha un magnifico trotto allungato e buoni cambi. Desideravo attestarmi intorno a un bel 25 e ci sono più o meno riuscita. La mia cavalla ha la struttura di una saltatrice. Può saltare qualsiasi cosa ed è in ottima condizione. Sono stata sulla collina almeno 25 volte in questi giorni oltre al fatto che in primavera ho fatto base da queste parti e ho potuto galoppare qui per prepararla al meglio» (pn. 26,0)

 

Padraig McCarthy/Fallulah (IRL): «È stato il miglior rettangolo che abbiamo fatto insieme. Mi ha dato una sensazione di grande regolarità. Fallulah non ha tanto sangue ma fa il tempo nelle competizioni con tanti dislivelli. Il percorso del cross è interessante. Non ha dimensioni eccessive ma credo che ci siano molti punti in cui sia possibile commettere degli errori» (pn 29,4)

 

DRESSAGE - Day 1 / Part 1-2

 

Dana Cooke/Mississippi (CAN, individuale): «Ho fatto base da Bill Levett (cavaliere australiano) in Gran Bretagna quest’anno e lui ha provveduto a tenere i miei cavalli in esercizio quando sono rientrata in Canada. Abbiamo acquistato Mississippi a quattro anni da Clayton Fredericks. Arriva dalla Germania. All’inizio avevo paura che una femmina dal mantello così particolare non incontrasse troppo favore ma lei, crescendo, è diventata sempre più bella. Ora la chiamiamo Miss Perfect». (pn. 39,4)

 

Sanne de Jong/Enjoy (NED): «Enjoy non è ‘disegnata’ per il dressage ma è cavalcabilissima. È stata allevata ‘in casa’ – mia madre faceva gare di completo con la nonna di Enjoy – Quindi siamo diventate grandi insieme. L’ho domata io, con lei ho fatto la mia prima Nations Cup e il mio primo Campionato d’Europa». (pn 34,3)

 

Evelina Bertoli/Fidjy des Melezes: «Sono molto soddisfatta della prestazione, soprattutto perché ottenuta in un’atmosfera molto particolare, in un Mondiale e in Italia. La mia Fidjy oltretutto non aveva mai affrontato in gara una ripresa 5*: non ha fatto grossi errori, è stata brava. Per quello che riguarda me, la componente emozione si è fatta sentire, davanti al mio pubblico, con il tifo dei miei nipotini, ma la voglia di far bene alla fine dà sempre una spinta in più». (pn. 29,8)

 

Lauren Nicholson/Vermiculus (USA): «È importante partire da un buon punteggio per la squadra. I giudici hanno sempre amato il mio cavallo. Sono emozionata per il cross. Dovrebbe essere di suo gradimento e lui ha esperienza. Naturalmente tutto può accadere. Ma sono contenta. Sono stata l’unica americana al Test Event (tenutisi ai Pratoni a maggio). È stato molto utile visto che, dagli States, non ci capita spesso di misurarci con terreni nuovi». (pn. 27,1)

 

Yoshiaki Oiwa/Calle 44 (JAP): «Sono soddisfatto di com’è andata, soprattutto considerando i miei ultimi show. Credo che sia il massimo che possiamo fare. Credo di essermi rilassato troppo e non aver chiesto abbastanza al mio cavallo» (pn. 28,0)

 

Laura Collett/London 52 (GBR): «Che cavallo! È un tale piacere da montare. Ci sono stati momenti molto buoni a Badminton e altri nei quali c’era margine di miglioramento. Sono stata felice quando siamo riusciti ad arrivare in fondo alla linea di centro... Credo che Carl (Hester, il suo trainer) possa essere contento di questo risultato. La pressione? Certamente! Ho sotto la sella uno dei migliori cavalli del mondo. Sono così fortunata!» (pn. 19,3)

 

Hazel Shannon/Willingapark Clifford (AUS):«Sono colpitissima dal mio primo campionato. Sono così onorata da poter rappresentare il mio paese» (pn. 30,3)

 

Marco Cappai/Uter: «Un punteggio inaspettato, 32.5: Uter è andato benissimo e mi ha stupito. Sono particolarmente soddisfatto in quanto è la prima volta che il cavallo ha eseguito in gara un grafico 5*. Peraltro a casa fino a un mese fa non l’avevo provato tantissimo, ovvero fino a quando non sono stato certo di partecipare a questo Mondiale. E comunque avrei potuto montarlo meglio»

 

Sandra Auffarth/Viamant du Matz (GER): «Il cavallo era in ottima forma ma il rettangolo era piuttosto ventoso e ha avuto qualche istante di ‘allegria’. Poi, mentre arrivavamo in H, ha iniziato a guardarsi un po’ intorno. Ha comunque fatto del proprio meglio e stiamo pur sempre parlando di un rettangolo di completo. Il percorso è fantastico, con molti spunti di riflessione per tutti». (pn. 31,3)

 

Susie Berry/Monbeg By Design (IRL): «Il cavallo ha solo 10 anni, ha fatto un errore all’inizio, molto difficile da recuperare. Il percorso è molto diverso da quelli inglese o irlandesi. Se il cavallo ha abbastanza potenza, sarà un bel giro. Lo Scivolo (ostacolo n. 7) è pazzesco! Roba da discesa libera». (pn. 38,0)

 

Carl Slezak/Fernhill Wishes (CAN): «Il percorso del cross sembra fantastico e fattibile. È magnifico essere qui. Mia madre è italiana, quindi per me è ancora più bella essere qui, a questo Campionato del Mondo».

 

Thomas Carlile/Darmagnac de Beliard (FRA): «Sono molto contento. Il mio cavallo è timido e bisogno dargli fiducia. Se lo si lascia solo, si preoccupa. Tutto agita le sue emozioni ma è con  noi dall’inizio. Gli portavano da mangiare al prato quando era solo uno yearling, quindi lo conosciamo alla perfezione. Adoro i Pratoni. È una location straordinaria. Siamo stati qui nel 2019 e speravamo che potesse ospitare i Mondiali. Il percorso di cross mostra un buon equilibrio tra modernità (gli abbattibili) e i vecchi e tradizionali ostacoli da cross» (pn 26,4)

 

Jarno Verwimp/Mahalia (BEL):«È tutto molto elettrizzante. È il mio debutto in un campionato. Mi mancava quasi il fiato. Ho pensato: ‘È la grande occasione’. Ma quando la ripresa è iniziata è andato tutto bene. La mia è una vera femmina, che sa come comportarsi ma se decide che vuole lavorare per te diventa magnifica. Era morbida e rilassata. Monto in divisa ma la mia uniforme non è ancora arrivata...» (pn. 30,0)

 

Yasmin Ingham/Banzai du Loir (GBR, individuale) dopo aver aver messo a segno il miglior rettangolo del giovedì mattina: «È la prima volta che lo sento davvero con me. Abbiamo ora più esperienza in rettangoli così ricchi di atmosfera e abbiamo provato tecniche diverse di allenamento in campo prova. Chris Bartle (il suo celebre trainer) è stato di grandissimo aiuto. Il riscaldamento finale è stato di soli 20 minuti. È in forma e ha un carattere acuto. È un cavallo spettacolare ed è così speciale essere qui nel debutto in un mondiale da senior. È sempre stato un sogno e un obiettivo per me. Ma devo ringraziare tutto il mio staff che lavora dietro le quinte. C’è un esercito dietro a ogni cavaliere» (pn. 22)

 

Niklaus Lindback/Focus Filiocus (SWE, individuale):  «Il punteggio? È meno di quanto mi aspettassi ma più di quanto sperassi. Il dressage non è il punto di forza di questo cavallo ma questa è la sua migliore performance. Ho gareggiato qui con la squadra che ha vinto la Nations Cup nel 2019. Ci siamo formati qui...» (pn. 29,0)

 

Hanne Wind Ramsgaard/Amequ Torino (DEN individuale): «Non abbiamo ambizioni da medaglie, bensì di  mostrare al nostro paese che grande sport sia il completo. Per venire qui abbiamo organizzato una raccolta fondi. È di grande soddisfazione poter essere qui con un cavallo che ho allevato io. Non avrei mai pensato che sarebbe diventato un campione del mondo. È al suo primo test a 5 stelle ed è stato grande». (pn. 45,1)

 

Fouaad Mirza/Seigneur Medicott (IND, individuale): «Il mio cavallo sente la pressione della gara e una o due volte ha reagito. Ha molto Purosangue nella sua genealogia ed è molto sensibile. Però è anche molto intelligente. Ciò rende l’addestramento e l’allenamento più semplice. Sono stato l’unico cavaliere indiano per un po’ di tempo ma ora lo sport sta crescendo velocemente anche da noi. Spero di tornare un giorno insieme a una squadra». (pn. 30,1)

 

Korntawat Samran /Uster de Chanay (THA, individuale): «Il mio cavallo ha fatto del suo meglio. È il suo primo campionato e non mi aspettavo molto. Ma ce l’abbiamo comunque messa tutta. Monto questo cavallo da tre anni e spero di andare alle Olimpiadi di Parigi 2024 con lui. È molto delicato, simpatico e molto veloce. Conosce bene il suo mestiere...» (pn. 31,9)

 

Aistis Vitkauskas/Commander VG (LTU, individuale): «Commander di nome e di fatto. Stiamo migliorando ma basta un errore per creare il disordine totale. Quindi, più tardi l’errore arriva, meglio è. Detto ciò, è il cavallo con il quale vorrei, in assoluto, affrontare un cross. È tosto. Ho partecipato a 5 Campionati d’Europa ma per le più diverse ragioni è la prima volta a un mondiale» (pn. 44,3)

 

Monica Spencer/Artist (NZL): «Ci si domanda sempre se i cavalli come a casa in un contesto come questo e il io cavallo ha lavorato come un bravo soldato. È un vero ‘gentiluomo’, il favorito della sua groom. È elettrizzante essere qui (e in squadra per la Nuova Zelanda). La squadra è stata annunciata solo tre giorni prima della mia partenza per l’Europa» (25,6, miglior punteggio dopo la fine delle prime due sezioni)

 

Will Coleman/Off The Record (USA): «Highlights? Non so se ci possano essere molti highlights in un test di dressage! Credo che ci siamo applicati nel racimolare ogni singolo punto e abbiamo fatto del nostro meglio. La ripresa è stata pulita e senza errori. Entrare per primo della propria squadra è un compito serio. Il cross è impegnativo e il mio compito è di portare indietro il meglio per la squadra» (pn. 26,4)

 

Ros Canter/Lordships Gruffalo (GBR): «Sono naturalmente molto felice per ‘Walter’. Ha solo 10 anni e ogni giorno impara qualcosa di nuovo. Credo che da qui a qualche anno Walter abbia margini di grande miglioramento. È un cavallo con un buon equilibrio naturale, sicuro di sé e ama avere un’occasione. Il mio trainer mi ha suggerito di non fare l’alt troppo vicino al pubblico ma, in realtà, a lui non è importato nulla. Quello del cross è davvero un percorso da Mondiale, con molte sfide e insidie» (pn. 26,1)

 

Shane Rose/Virgil (AUS): «Sono felice. Abbiamo realizzato quattro cambi al volo di qualità. Avrei voluto un punteggio più generoso ma su quello non posso farci niente. Sono completamente soddisfatta. Virgil (17 anni) è un cavallo incredibile, molto esperto in cross di qualsiasi livello: corto, lungo, lento o galoppabile. Lui ha un buon galoppo e se mi occupo di lui mi ricambierà con un buon lavoro».

 

Arianna Schivo/Quefira de l’Ormeau: «La gara è iniziata con il piede giusto. Sono molto soddisfatta di Quefira de l’Ormeau, che è stata disponibile e tranquilla per l’intero esercizio. In tutta onestà, però, speravo molto meglio del 33.3 di oggi: in passato con la stessa ripresa avevo ottenuto un punteggio sui 30, forse ho scontato il fatto di essere stata tra i primi a scendere in campo».

 

Christoph Wahler/Carjatan S (GER): «È andata malissimo. Sono veramente contrariato. Il mio cavallo ha ‘guardato’ qualcosa e per non so quale ragione ha sbagliato il trotto. Poi ha invece mostrato la sua qualità» (pn. 32,8)

 

Sam Watson/SAP Talisman (IRL): «Con questo genere di atmosfera Talisman diventa un cavallo difficile. È un Purosangue e ama galoppare ma credo che abbia fatto al meglio delle sue possibilità in questa prima prova. Mi auguro che sia all’altezza per sabato. Il percorso del cross mi ricorda Tryon (2018). C’i sono salti difficili e di ottima qualità e comunque tutti fattibilissimi.  Ci sono molte traiettorie diverse e questo è il modo più giusto per proporre un buon cross». (pn. 37,4)

 

Hawley Awad/Jollybo (CAN): «La mia cavalla è il cavallo più cooperativo che abbia mai montato ma il bello verrà sabato. Ci sono molte opzioni sul tracciato e credo che molte squadre stiano programmando di far partire i loro cavalli migliori all’inizio». (pn 34,8)

 

Senne Vervaecke/Google van Alsingen (BEL): «Sono molto contenta perché per me il dressage è la prova più complicata. La mia è una tipica cavalla saura! Speravo che al mio debutto in squadra ci fosse anche mio padre (Kris) ma purtroppo non ha potuto venire a Roma. Comunque sono in squadra con Maarten Boon, che mi conosce da quando ero piccola. Quindi il cerchio si chiude...».

 

Esteban Benitez Valle/Milana 23 (ESP): '«Sono felice perché nonostante di solito la mia cavalla sia piuttosto tesa, oggi nel trotto si è espressa molto bene. È come una bomba che aspetta solo di esplodere e tuttavia è rimasta rilassata. Sono davvero impressionata e ho fiducia al 100% in lei per il cross. Abbiamo preso parte a 17 gare a 4 stelle e ha messo a segno 16 percorsi puliti. Sarò allo start con la consapevolezza che lei è pronta a combattere per me».

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